La Villa del Casale
La "Villa Romana del Casale" sorge a circa 5 km da Piazza Armerina, in contrada Casale, paesaggio ricco di vegetazione che nei giorni di primavera profuma l'aria mentre le acque del fiume Gela, bagnano il territorio circostante rendendolo fertile e adatto alla coltivazione di noccioli, viti, uliveti e grano. La posizione del luogo, protetto dai venti, non sfuggì agli occhi del proprietario, che qui fece costruire una delle più belle ville che i romani abbiano mai edificato, conosciuta in tutto il mondo col nome di "Villa Imperiale del Casale di Piazza Armerina" recentemente riconosciuta dall'UNESCO e inserita nel "patrimonio dell'Umanità".
Villa che presenta 60 stanze e 3500 mq di mosaici pavimentali, che costituiscono un complesso monumentale di inestimabile valore.
Coloro che qui vengono a visitarla, oltre a rimanere affascinati dalla campagna e dai colli ubertosi circostanti, formanti un "Anfiteatro" naturale e dalla lussureggiante vegetazione formata da cipressi, pini e ulivi le cui foglie argentee dipingono i colli, si chiedono come mai essa sia stata edificata in una zona così isolata.

Tutto l'entroterra siciliano era sede di stanziamenti romani e soprattutto di schiavi che assicuravano manodopera per i lavori nei campi dei latifondi già menzionati. Dunque non zona isolata, ma ad alta densità demografica ed urbana. Tre fortezze, collocate rispettivamente sui monti Casale, Mangone e Marino, assicuravano protezione a tutta la zona sottostante ove, oltre alla villa imperiale costruita sui resti di un edificio rustico del II sec. d.C. Un vero e proprio "paradiso terrestre" doveva essere il luogo, la cui campagna, sicuramente ricca di selvaggina e di folti boschi.

Luogo  che permetteva lunghe battute di caccia che deliziavano coloro che si cimentavano in questa disciplina. Ed è proprio per dei lussuosi soggiorni di caccia che tutto il complesso monumentale fu costruito, costituendo anche sede dove dedicarsi all'otium intellettuale e filosofico, tanto amato dai romani aristocratici e ricchi.
Possedere una villa significava appartenere alla categoria dei ricchi, di coloro che spendevano vere fortune alla ricerca dei piaceri della carne, dello spirito, della villeggiatura e della tavola. Il luogo adatto alla loro realizzazione era la villa al mare, al lago o in campagna, generalmente vicino ad un Corso d'acqua. Nel periodo imperiale queste lussuose dimore furono sempre più arricchite di tutti i conforts necessari alla realizzazione di tali piaceri: vi si costruirono Terme, Giardini, Palestre e Triclini a seconda della disponibilità economica del proprietario.

La "Villa Imperiale del Casale" era munita di tutti questi conforts ed il suo orientamento solare fa sì che una parte di essa sia esposta al sole, mentre l'altra rimanga all'ombra dando modo al proprietario di poter scegliere o il calore del sole o il fresco dell'ombra. Il gran numero di vasche e fontane, sparse all'esterno e all'interno della villa, evidenzia l'importante ruolo ricoperto dall'acqua che, grazie ad acquedotti, cisterne, costituenti vari Castella Acquae e all'impianto idrico in piombo basato sul principio dei vasi comunicanti, zampillava dalle suddette fontane e vasche formando cascate artificiali che tanto deliziavano l'udito e la vista dei romani frequentatori della villa.

Tutto ciò, naturalmente, richiedeva un notevole quantitativo d'acqua fornita dal fiume Gela che scorre poco distante dalla villa; un acquedotto lungo 1 Km pescava nella parte alta del fiume Gela e per caduta approvvigionava tutto il complesso monumentale formato da quattro raggruppamenti di edifici aperti verso il Peristilio, dislocati su tre differenti livelli e chiusi dentro grandi muraglioni perimetrali in opera incerta.
Il primo raggruppamento comprende: le Terme, la Grande Latrina, l'Atrio Poligonale e l'Ingresso a Tre Fornici. Il secondo: il Grande Peristilio, le stanze degli Ospiti  la Sala delle Ragazze in Bikini e la Diaeta di Orfeo. Il terzo: gli Appartamenti privati del proprietario, la Basilica e l'Ambulacro della Grande Caccia. Il  quarto   comprende:  la Sala Tricora e lo Xistus.
 
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