Lunedì, 06 Agosto 2012 16:07

Programma Piazza d'Estate 2012

Di seguito il programma dell'Estate 2012 a Piazza Armerina: festeggiamenti in onore di Maria SS dell Vittorie Patrona del popolo piazzese e della Diociesi di Piazza Armerina. LVII edizione del Palio dei Normanni...

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Videoclip dedicato al sito archeologico Patrimonio UNESCO di Piazza Armerina (EN), Sicilia. Realizzato in occasione dell'inaugurazione del 4 luglio 2012.
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Sul sito ufficiale della Villa del Casale sono scaricabili le guide in Italiano, Inglese e Francese in formato Pdf.
Di seguito il link: http://www.villaromanadelcasale.org/index.php?option=...
Sicuramente un lavoro interessante, peccato solo per la lettura, davvero faticosa, del documento, dovuta alle continue e ripetute righe di copyright in evidenza sullo sfondo bianco.
Per l'utilità che ha la seguente dicitura: "Regione Siciliana – Parco Archeologico Villa Romana del Casale – Diritti Riservati - Vietata la Riproduzione" poteva benissimo essere posta alla fine del documento.
Semmai, in fase di realizzazione del documento, proprio per evitare il copia-incolla dei contenuti, si sarebbe potuto proteggere meglio il documento Pdf, limitando la funzionalità del tasto destro del mouse.
Insomma, i contenuti, sono facilmente estraibili (provare per credere: selezionate i testi e cliccate sul tasto destro del vostro mouse) e contemporaneamente risultano di scarsa fruibilità per il lettore volenteroso.
Alla faccia dell'usabilità!
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PALERMO - È un paradosso siciliano ante litteram. Nel 1881 l'ingegnere Luigi Pappalardo cominciò a scavare nella valle del fiume Gela trovando i primi resti di quello che sarebbe diventato il monumento simbolo della Sicilia, la Villa romana del Casale di Piazza Armerina. Quei mosaici, portati alla luce nella loro interezza in successive campagne di scavo durate fino agli anni Cinquanta, erano perfettamente conservati grazie a migliaia di tonnellate di fango precipitato dai costoni sovrastanti a causa del disboscamento dissennato praticato da chi aveva abitato quei luoghi. Avevano resistito ai Vandali, ai Goti e alla furia devastatrice del re normanno Guglielmo "il Malo", che nel XII secolo rase al suolo quanto restava della residenza patrizia di Massimiano Erculeo, tetrarca di Diocleziano incaricato di importare le bestie feroci per i giochi di Roma, che in quel luogo era andato a ritirarsi una volta esautorato dall'imperatore.

E forse sono stati proprio gli occhi di Massimiano — o di Proculo Papulonio, altro probabile proprietario della domus — gli ultimi a vedere quei mosaici e quei pavimenti nello splendore di colori e di fantasia in cui appaiono oggi, dopo un restauro lungo sei anni. Diciotto milioni di spesa, per tre quarti a carico dell'Ue, per ridare il lustro che il sito simbolo dell'archeologia siciliana aveva perso da troppo tempo: fino a pochi anni fa le celeberrime scene di caccia, le fantasiose figure zoomorfe, le incantevoli geometrie delle decorazioni destinate a conquistare il turista, apparivano offuscate da una patina grigiastra, qua e là chiazzata da gocce d'acqua e macchie di umidità, chiuse in una teca infernale di metallo, vetro e plastica in cui il caldo d'estate e il freddo d'inverno erano capaci di rendere la visita un autentico tormento. Al di là del fatto che la luce, filtrata dalle coperture, stravolgeva i colori già resi uniformi dai depositi superficiali. Particolari che avevano mandato su tutte le furie lo scrittore Vincenzo Consolo, che nel 2004 aveva confidato proprio a "Repubblica" tutta l'amarezza provocata da una sua visita a Piazza Armerina.

Da allora a oggi il progetto di recupero, elaborato dal gruppo del Centro regionale del restauro coordinato dal direttore del Parco archeologico Guido Meli, e messo in atto da cinquanta giovani restauratori di tutta Europa diretti da Roberta Bianchini, si è finalmente concluso. E mercoledì si rivelerà al pubblico. Un progetto sul quale aveva scommesso il commissario straordinario della Villa, il critico d'arte Vittorio Sgarbi, e da par suo contrassegnato da feroci polemiche, scontri e battaglie.

Ora la struttura-fornace di protezione degli anni Sessanta è stata rimossa e sostituita con una copertura ventilata in legno, che rende giustizia a un patrimonio decorativo unico in Italia, realizzato tra il III e il IV secolo dopo Cristo da artisti nordafricani di incredibile maestria, gli stessi che portarono in Italia l'arte del mosaico. "Il momento più difficile — spiega Meli — è stato sicuramente la posa della copertura, perché essendo una struttura prefabbricata, abbiamo dovuto risolvere una serie di problemi per incastrare i vari pezzi e montarla alla perfezione".

Un vero e proprio polmone capace di far respirare mosaici e affreschi e mantenere il microclima ideale. Come i maestri africani, i cinquanta restauratori hanno lavorato chini sui 120 milioni di tessere, ripulendole una per una della patina di finitura, che si è scoperto essere poi la causa della proliferazione di funghi, incrostazioni e microalghe, combinata con l'effetto serra della copertura.

Ora resta il problema dei visitatori, nell'ultimo anno dimezzati rispetto alla media annua di 500 mila presenze a causa del cantiere infinito. Un calo di cui ha risentito non poco anche l'economia del luogo e l'indotto generato dal turismo. "Il nostro è stato uno sforzo enorme — dice l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo — perché la Villa non è mai stata chiusa del tutto. Stiamo riconsegnando al mondo un sito più bello. E ci sarà anche l'opportunità di visitare la villa anche di sera, una suggestione straordinaria che speriamo contribuisca a riportare i visitatori ai numeri precedenti, anzi li superi". E Missineo, incurante dell'annuncio di dimissioni del governatore Lombardo per fine luglio, rilancia: "Il nostro obiettivo è di raggiungere almeno 600 mila presenze ogni anno".
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Intervista di StartTv.it all'assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Missineo, in consiglio comunale, sulla possibile inaugurazione il 3 luglio 2012 della Villa romana del Casale di Piazza Armerina, con apertura serale e concerto al teatro comunale.
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Mercoledì, 09 Maggio 2012 13:19

Villa Del Casale - Passaggio a Nord-Ovest

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina a Passaggio a Nord-Ovest, il programma condotto da Alberto Angela su Rai 1
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Le recenti dichiarazioni dell’assessore Missineo che annunciano a giugno, quando la Villa Romana sarà totalmente aperta al pubblico, l’attivazione di un biglietto unico con il quale si potrà visitare anche la dea di Morgantina al museo di Aidone, suscitano reazioni e preoccupazioni del capogruppo del PD Riccardo Calamaio. “Ritengo che l’annunciato biglietto unico Villa Romana – Museo di Aidone sia una condizione allarmante per la nostra città e per i rispettivi operatori commerciali in quanto potrebbe essere una scelta che taglierebbe fuori il nostro centro storico dai grandi flussi turistici.
L’8 maggio, alle ore 19, l’assessore Missineo verrà in consiglio comunale per informarci sull’ultimazione dei lavori alla Villa Romana, pertanto sarà anche l’occasione per chiarire in che modo il nostro centro storico potrà essere strettamente legato ai flussi turistici della Villa del Casale visto che l’assessore regionale intende collegarla con Aidone e la Venere di Morgantina. Sarà utile ricordare all’assessore Missineo che il restauro del Palazzo Trigona è stato fortemente voluto affinchè diventasse “Museo del territorio e della Città” ed assumere un ruolo strategico per rilanciare il centro storico e creare il legame fra i flussi turistici della Villa Romana con la città attraverso il biglietto unico di ingresso con il Palazzo Trigona, mettendo in moto un'economia basata sulla valorizzazione delle risorse culturali del nostro territorio.
A tale proposito il consiglio comunale il 26 maggio 2009, quando i lavori di restauro del Trigona volgevano al termine, votò all’unanimità un ordine del giorno con il quale impegnava l’Amministrazione Comunale ad attivarsi presso la regione per l'istituzione del biglietto unico Villa Romana - Museo Trigona. Più volte il direttore Guido Meli ha dichiarato che il nascente Museo Trigona, essendo parte integrante del parco archeologico, è legato alla Villa Romana. Però allo stato attuale siamo in attesa del Museo, le sale espositive sono vuote.
L’allestimento museale che è legato a progetti da finanziare, richiederà tempi di realizzazione a noi sconosciuti. E nell’attesa cosa intende fare la regione per non sfavorire la nostra città? Comprendo che strategicamente per la regione è utile legare la Villa del Casale alla dea di Morgantina, ma questa inclusione non deve rappresentare l’esclusione del nostro centro storico. Questo sarà uno dei quesiti che Missineo dovrà chiarire l’8 maggio in consiglio comunale, saremmo vigili affinchè prenda un impegno con la cittadinanza e, se necessario, faremmo le nostre proposte a garanzia della collettività”.
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Cambiano i programmi per la Villa romana del Casale di Piazza Armerina. Il 24 maggio il presidente Napolitano avrebbe dovuto tagliare il nastro del ristrutturato sito Unesco, poiché era stata annunciata la sua presenza il 23 maggio a Palermo per il ventennale della strage Falcone a Capaci e da questo derivava la convinzione che il capo della Stato sarebbe andato il giorno dopo a Piazza Armerina e forse anche ad Aidone-Morgantina. E invece non sarà così per il semplice motivo che Napolitano molto probabilmente non andrà a Palermo, dove invece si recherà il premier Monti, e di solito ad un evento è presente un solo vertice dello Stato per prassi istituzionale.
Dunque niente Napolitano, il che ovviamente dispiace, ma questo consentirà di mettere d'accordo l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo e Vittorio Sgarbi, Alto commissario della Villa, il primo che stava forzando i tempi affinché la Villa romana fosse pronta all'appuntamento del 24 maggio, però mai ufficializzato, e il secondo che non era d'accordo sull'apertura per via del ritardo dei lavori.
«Ancora - dice Missineo - il Quirinale non ha risposto al nostro invito, né per dire sì e né per dire no, ancora ufficialmente non è stato deciso nulla, ma sono convinto che il presidente non verrà e che tra poco ce lo comunicherà. Questo permetterà di concludere i lavori con più calma, anche perché vogliamo risistemare la strada di accesso al monumento liberandola dalle bancarelle, che andranno in un'apposita area commerciale per cui si stanno facendo i bandi di gara. Insomma, basta con la tolleranza verso le bancarelle in un sito Unesco».
A proposito di Unesco, non dovevate presentare un piano?
«Sì, esattamente il piano di gestione che tutti i luoghi premiati dall'Unesco per la loro eccezionale bellezza debbono avere in maniera da poter essere valorizzati e farli fruttare anche economicamente. E allora noi in quei giorni intorno al 24 maggio che erano stati "bloccati" per una eventuale visita di Napolitano, li utilizzeremo per invitare i giornalisti stranieri e italiani e mostrare loro la villa romana ristrutturata, anche se i lavori sono al 90%. Un sito Unesco non si può valorizzare soltanto con una targa, ma occorre crearci attorno una cornice di interesse per attrarre visitatori e studiosi. Quando a giugno la Villa romana sarà totalmente aperta al pubblico e con il sistema del biglietto unico si potrà visitare anche la dea di Morgantina al museo di Aidone potremo misurare finalmente le potenzialità turistiche del distretto archeologico del Centro Sicilia: che è un distretto vecchio e contemporaneamente nuovo, nel senso che è vecchio perché Piazza Armerina è stata aperta in epoca immemorabile, mentre la dea di Morgantina è una recente acquisizione venuta ad arricchire il distretto archeologico dopo la restituzione dei nostri tesori sottratti dai tombaroli e venduti ai musei americani che non avevano nessuna loro storia da esporre».
In sostanza, intorno a fine mese, si terrà un «educational» per i giornalisti alla Villa romana di Piazza Armerina, poi quando avverrà l'inaugurazione ufficiale dopo quasi un decennio di lavori bisognerà affidarsi ad un personaggio all'altezza dell'evento.

Tony Zermo (da La Sicilia del 4 maggio 2012. Pag. 8.)
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Piazza Armerina. Missineo e Sgarbi snobbano il consiglio comunale della città dei mosaici, salta l'inaugurazione del 24 maggio e viene rinviata la conferenza stampa indetta per oggi a Palermo dal presidente della regione Raffaele Lombardo. La villa Romana del Casale, non da mai certezze. Anche questa volta il denominatore comune è quello dei rinvii. Ieri i venti consiglieri comunali piazzesi aspettavano con ansia il duo Messineo-Sgarbi per avere lumi sullo stato dei lavori alla villa romana del Casale.
Entrambi erano attesi nella sala consiliare di Piazza Garibaldi per far capire ai consiglieri comunali ed ai cittadini piazzesi qual è il futuro della Villa Romana del Casale patrimonio mondiale dell'umanità. Ma, sia il critico d'arte che l'assessore regionale ai beni culturali hanno dato buca. Alle 16 era previsto la celebrazione del consiglio e dei due neanche l'ombra. Anzi, per la verità, mentre Sebastiano Missineo ha fatto sapere che non poteva essere della partita per colpa dei suoi impegni palermitani, Vittorio Sgarbi non ha comunicato nulla. Missineo ha anche fatto sapere attraverso i suoi personali canali, che la inaugurazione del 24 maggio non ci sarà più e che dovrebbe slittare (il condizionale a questo punto è d'obbligo) a fine giugno. Per cui, come era ormai ampiamente previsto, nonostante la pubblicità realizzata addirittura con manifesti delle dimensioni di 6 metri per 3, non ci sarà nessuna inaugurazione in pompa magna. Salta la visita a Piazza Armerina del cittadino italiano per eccellenza, ossia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Alcuni consiglieri comunali, in particolare coloro i quali hanno voluto con forza la presenza di Sgarbi nel civico consesso per chiedere spiegazioni, non l'hanno presa bene. Dice il capogruppo del PD Riccardo Calamaio. "Quello che è successo ieri dimostra come alcuni personaggi manchino di rispetto al consiglio comunale, ossia l'organo eletto dai cittadini per rappresentare l'interesse della collettività.
Il dottor Vittorio Sgarbi, è venuto a Piazza Armerina pochissime volte, da anni non viene in consiglio comunale a spiegare qual è la sua azione – nonostante l’Alto commissariato – percepisce il 15% delle entrate dei biglietti alla villa romana del Casale”. Adesso l’attenzione si sposta sulla data dell’inaugurazione di fine giugno. Probabilmente l’annullamento della conferenza stampa di oggi a Palermo è dovuta al fatto che il presidente della regione Raffaele Lombardo e l’assessore Missineo, non vogliono più sbagliare e mirano, quindi, a definire una data certa. Per fine giugno – infatti – dovrebbe essere conclusi tutti i lavori, anche perché, finiscono i tempi previsti dal contratto d’appalto. In questo momento oltre la metà della villa è già aperta e a disposizione dei visitatori. Una paio di giorni addietro sono state rese fruibili anche la famosissima sala della scena erotica e la maestosa basilica.
Entro giugno, dovrebbe essere completata l’area attorno alla celebra stanza della “ragazze in bikini”. Ma ieri, nonostante la mancata presenza degli ospiti più attesi, il consiglio comunale ha avuto comunque la sua celebrazione. Erano presenti, oltre al sindaco della città dei mosaici Fausto Carmelo Nigrelli, il presidente della provincia regionale di Enna Pippo Monaco, il Responsabile del procedimento l’architetto Rosa Oliva, ed il direttore dei lavori Guido Meli. Proprio Meli, ha dettagliatamente illustrato ai consiglieri comunali tutto l’iter del progetto e lo stato attuale delle cose. Nella sua relazione ha sottolineato come molto tempo – almeno un anno - si sia perso a causa della famosa querelle sull’ormai dimenticato progetto dell’architetto Trizzino che prevedeva una gigantesca cupola sui mosaici. Un progetto – quello di allora – che scatenò le ire di alcuni luminari dell’arte italiana che convinsero Vittorio Sgarbi a fare marcia indietro. Insomma, la villa romana del Casale, nel bene e nel male, non finisce mai di stupire.
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