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In ogni caso salta definitivamente l' ipotesi di inaugurazione affidata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Il presidente Napolitano non parteciperà all' inaugurazione - conferma Missineo - Non lo consente la ristrettezza dei tempi della sua prossima visita in Sicilia in occasione dell' anniversario della strage di Capaci». La conferma dell' imminente chiusura del cantiere di restauro del Casale, viene anche dal direttore dei lavori, Guido Meli: «Già nel corso di questa settimana sarà riconsegnata alla fruizione dei turisti l' ala nord della villa. Abbiamo ultimato i lavori di posa della nuova copertura. Dopo qualche giorno toccherà alle stanze dell' area padronale della villa. La nostra tabella - prosegue l' architetto - prevede che la restante ala sud della villa sarà riaperta entro la fine di maggio. Daremo così l' opportunità ai visitatori di poter ammirare la villa completamente restaurata. Rimarrà da completare solo la sala del Triclinium, però possiamo annunciare con soddisfazione anche l' inedita visita notturna degli ambienti della villa, già a partire del prossimo mese di luglio. È la prima volta che la villa apre le sue porte ai turisti di sera».
E Sgarbi? «Tra le risoluzioni contenute all' interno della finanziaria approvata ieri all' Ars, è stato previsto anche un time limit dell' incarico conferito a Vittorio Sgarbi - annuncia ancora l' assessore ai Beni culturali - Il 30 giugno scadrà irrevocabilmente il suo mandato di Alto commissario della villa romana». Lui, Vittorio Sgarbi, Alto commissario della villa romana ormai a tempo determinato, accoglie la ridda di annunci con un insolito aplomb: «Io ho solo sottolineato un episodio paradossale - commenta - Quello di un ministro che mi insegue per consegnarmi un finanziamento richiesto. Se c' è un aspetto grottesco in tutta questa vicenda è proprio questo».
Ma cos' è successo realmente? Ecco la versione di Sgarbi: «A Pasqua avevo preso atto, nel corso di una ricognizione con gli esperti, che occorrevano altri fondi per finanziare il recupero della sala del Triclinium e delle terme: ambienti della villa che rimarrebbero privi del finanziamento necessario al loro recupero. Ho pensato dunque di affidare i lavori di ricostruzione della sala del Triclinium coinvolgendo una grande figura dell' arte: Pierluigi Pizzi, scenografo universalmente stimato. Lo scenografo e progettista dovrà proporre un' ipotesi ricostruttiva della struttura del Triclinium che era stata realizzata negli anni Cinquanta dall' architetto Gazzola e successivamente abbattuta dall' architetto Minissi. Mi sono subito attivato e ho ottenuto da Piero Gnudi, ministro del Turismo e degli Affari Regionali l' impegno di spesa per un finanziamento di cinque milioni di euro. Ottenuta dal ministro la promessa di finanziamento, ho girato ai funzionari della Regione Sicilia la richiesta di invio della documentazione necessaria. ma sembra che quei moduli non siano mai giunti a destinazione. A questo punto, preso atto della situazione ho pensato bene di suggerire al presidente Napolitano di rinviare la sua presenza a Piazza Armerina».
Sgarbi contesta anche l' apertura di fine maggio: «Che senso ha inaugurare solo una parte della villa? Non c' è alcuna ragione di affrettarsi per un'inaugurazione fittizia. Cosa può cambiare se l' inaugurazione totale del sito sia rinviata al prossimo mese di settembre? A meno che la fretta sia dettata dalla prossima tornata elettorale siciliana». Quella della villa romana del Casale, in fondo, è una storia semplice. Clamorosi attentati. Devastanti alluvioni. Incomprensibili furti. Degrado. Sciatti stereotipi siciliani. Per decenni, il sito archeologico del Casale, è balzato agli onori delle cronache dei giornali. Era il 4 settembre 2003 quando il governo regionale siciliano adottò uno storico provvedimento che disponeva l' istituzione di un' inedita Unità di crisi.
La guida della nuova struttura fu affidata a Bruno Conforti, ex generale dei carabinieri del nucleo di tutela artistica. L'assessore regionale ai Beni culturali dell'epoca, Fabio Granata nominò Vittorio Sgarbi coordinatore generale di tutti gli interventi da realizzare. La nomina dello storico dell' arte si accompagnava all' attribuzione dei poteri relativi all' impegno di spesa dei finanziamenti che ammontavano a 25.600.000 euro. Il nuovo progetto proposto, prevedeva la sostituzione dell' ormai obsoleta struttura progettata da Franco Minissi. L'incarico di responsabile del nuovo progetto fu conferito all' architetto Guido Meli. L' appalto, aggiudicato con un ribasso del 35, 23 per cento, fu assegnato al Consorzio Stabile Operatore Beni Culturali di Firenze: i lavori iniziarono nel febbraio 2007. E la storia continua...
Da Repubblica - Palermo, La guerra dei mosaici tra Sgarbi e Missineo
19 aprile 2012 — pagina 1 sezione: PALERMO


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