28 - Ambulacro grande caccia
Lungo corridoio colonnato e chiuso da Absidi con lunette pavimentali adorni di bellissimi mosaici raffiguranti la personificazione della Mauritania, a sinistra, e la personificazione dell'India a destra, aveva la funzione di disimpegnare l'appartamento del dominus dalla basilica e dall'appartamento della domina collocato nell'angolo Sud-Est. L'avvallamento della parte sud, dovuto a cedimenti strutturali, non ha rovinato più di tanto la composizione musiva pavimentale che, sviluppandosi per una lunghezza pari a 200 piedi romani (circa 60 m) e costituendo una sorta di carta geografica del mondo allora conosciuto, raffigura grandiose scene di caccia grossa, "superiori a quelle della Villa Costantiniana e del palazzo imperiale di Costantinopoli", in tre delle 12 diocesi che formavano l'impero romano: Africa - Italia - India. In Africa, rappresentata nella parte sinistra del corridoio e nelle 5 province che la componevano: (Mauritania - Numidia - Africa Proconsolare - Tripolitania - Byzacena), avviene la cattura delle Pantere che vengono attratte nella trappola da un capretto sventrato fungente da esca, delle Antilopi, del Leone, dei Cavalli selvatici e del Cinghiale. Segue il loro Trasporto, un Milite che bastona un servo, l'imbarco di due Struzzi su una nave al porto di Cartagine e lo sbarco al porto di Ostia dove, due funzionati vestiti riccamente, con berretto pannonico e con bastoni a gruccia, controllano lo sbarco sia degli animali africani che di quelli egiziani ed indonesiani. Significativa è la "presenza dell'Elefante, tra le due navi, che può collegarsi con il Trionfo e l'apoteosi imperiale vedendo in esso il simbolo della munificenza del proprietario della villa che offriva giochi nell'Anfiteatro".
Un monogramma M. A. vicino alla proboscide dell'elefante, potrebbe indicare il nome del suo proprietario (Massimiano Augusto?); muovendosi verso l'abside meridionale si assiste all'imbarco di un elefante al porto di Alessandria d'Egitto. Si nota che il mare è privo di pesci e che la punta dell'albero maestro della nave non corrisponde con quella originale; segue la cattura di un Uro (Toro Selvatico), di un Ippopotamo e di un rinoceronte nel delta del fiume Nilo. Sotto i gradini della scalinata in ferro è raffigurato un personaggio, sontuosamente vestito e fiancheggiato da militari con grandi scudi, nel quale l'Orange ha voluto vedere l'imperatore Massimiano Erculeo. Sul registro superiore sono due soldati pronti a colpire una leonessa che sbrana un cervo (uno dei soldati presenta mosaicata sulla tunica una croce Uncinata a sinistra che interpreta il ritorno delle stagioni componenti l'anno solare). Più avanti, dopo il trasporto degli animali,  la cattura dei Tigrotti da parte di un soldato a cavallo che cerca scampo sulla nave dopo aver gettato all'indirizzo della tigre madre una palla di vetro che ne distoglie l'attenzione. Infine è la cattura di un animale fantastico il Grifone, usando come esca un bimbo dentro una gabbia. L'Abside meridionale con lunetta pavimentile a mosaico rappresentante una giovane stante (India) dalla pelle scura e fiancheggiata da un Elefante, retinato e con orecchie piccole (che lo distinguono da quello Africano che al contrario presenta orecchie grandi) e da una Tigre indiana che chiude questa superba composizione.

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